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Quando è utile la psicoterapia

Ansia ed attacchi di panico

Ansia ed attacchi di panico - Psicoterapia relazionale

L'ansia è un segnale d'allarme che talvolta può presentarsi drammaticamente sotto forma di attacchi di panico. Chi ne soffre può avere la sensazione di soffocare, può presentare cardiopalmo o avere una terribile sensazione di morte imminente ed essere costretto a correre in Pronto Soccorso.

Si tratta certamente di un'urgenza medica per la quale si rende necessario un intervento farmacologico.
Ma se ci limitassimo ai farmaci sarebbe come curare una polmonite con l'aspirina: si abbassa temporaneamente la febbre ma il problema resta, e la febbre ritorna presto.
Curare l'ansia significa essenzialmente prenderla "sul serio", fermarsi a capire quale nostra consuetudine di vita, quale modalità relazionale è diventata ormai inaccettabile per cui il nostro inconscio ci segnala vistosamente  che qualcosa davvero non va, anche se coscientemente non vogliamo sapere nulla.
In questi caso intraprendere una psicoterapia  diventa l'unico modo per riorganizzare gli stili di vita disfunzionali che i sintomi ansiosi semplicemente segnalano.

Depressione e sintomi ansiosi

Depressione e sintomi ansiosi - Psicoterapia relazionale

Anche i sintomi depressivi sono una sorta d'avvertimento, un sistema d'allarme che si attiva quando nel corso della nostra storia personale perdiamo di vista aspetti importanti della nostra vita, fino a tradire necessità fondamentali ed irrinunciabili: il sintomo depressivo funziona come un ultimatum che diamo a noi stessi, un qualcosa che obbliga a fermarsi per vedere cosa non va.

 

Il sintomo depressivo non è un nemico, ma un amico prezioso che  segnala che è venuto il momento di riprendere in mano la propria vita.

Ma il rischio in questi casi è di confondere il "rimuginare" col "pensare".

- Nel primo caso la persona è emotivamente congelata, prigioniera di un corto circuito di pensieri rappresentati per lo più da sensi di colpa, di indegnità, di inutilità: chi ne è colpito ritiene di stare pensando sulla propria vita, ma  questa situazione è di per sè stessa "sintomo depressivo".

- Nel secondo caso, "pensare", è un processo attivo per cui, chi si trova in uno stato depressivo viene aiutato nella relazione col terapeuta ad esplorare quali aspetti della propria organizzazione mentale e relazionale sono arrivati "al capolinea" e richiedono di essere vissuti diversamente.

I sintomi depressivi non sono necessariamente una malattia.

 E' sempre necessario  distinguere i sintomi depressivi dalla depressione maggiore o da altre forme di depressione minore: questi ultimi costituiscono  una condizione medica,  la quale necessita di essere diagnosticata e curata con specifiche terapie farmacologiche. In questi casi è necessario anche l'intervento dello psichiatra, lo specialista in grado di formulare una diagnosi corretta e di prescrivere la corretta terapia farmacologica. E' da notare in ogni caso che anche in questi casi è documentata la maggiore efficacia di un trattamento combinato (psicoterapia e terapia farmacologica) rispetto al semplce trattamento farmacologico.

Questo è spiegato dal fatto che in ogni caso, sia tratti di una grave forma di depressione psicotica, sia si tratti di solo un sintomo depressivo, questi è solo la conseguenza, e non la causa della sofferenza. Il sintomo depressivo semplicemnete indica che abbiamo smarrito una qualche parte importante della nostra vita, e spetta solo a noi ritrovarla.

 

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